La preparazione del viaggio è stata lungamente pianificata mesi prima e alla fine ovviamente non seguita! Partiamo da Forlì e saltiamo subito in autostrada con la prima tappa a Trieste. Percorrendo l'A13 ci rendiamo subito conto di quanto siano intrepidi i fagiani dei vicini campi che si suicidano attraversando l'autostrada, superata Padova ci immettiamo nel nuovo raccordo che raggira Mestre ed evita il traffico e velocemente raggiungiamo il Castello di Miramare dove visiteremo il castello, il parco tropicale e l'esposizione temporanea de “il bacio del volontario”, di Francesco Hayez.
Il tempo peggiora in fretta e arriviamo a brucio sotto un distributore prima dell'acquazzone,scegliamo l'hotel più vicino, il "TRITON" un 2 stelle, con un receptionista un pò strano ma che in fatto di drink se ne intende, ci sistemiamo e decidiamo di mangiare sul lungomare di Trieste.
Saliamo sul motore e ci dirigiamo alla volta della Croazia, ne varchiamo il confine in pochi chilometri alla dogana slava ci controllano i documenti, a quella croata ci lasciano proseguire. La strada si fa più stretta e comincia a salire, siccome ci spingiamo nell'entroterra in direzione del parco nazionale dei laghi di Plitvicka, le prime curve mettono a disagio, sarà il fondo stradale che non è proprio dei più belli, sarà che mi devo ambientare e non conosco la strada, ma probabilmente è l'enorme cartello triangolare con disegnata la sagoma di una moto che scivola...!
La strada è lunga, percorriamo circa 250, chilometri durante i quali attraversiamo paesini con stradine strozzate tra le case dove a filo transitano autocarri carichi di tronchi d'albero sui quali non notiamo alcun tirante e man mano le temperature dell'aria si abbassano fino 13/14°C.
Il mattino ha l'oro in bocca anche alle 7di mattina e noi smaniamo dalla voglia di vedere i tanto decantati laghi, dirigendoci ad uno degli ingressi attraversiamo una strada tutta rovinata ma molto suggestiva in quanto immersa nella foresta del parco, paghiamo il biglietto e saliamo sul battello che porta all'inizio di uno dei percorsi su un totale di 18 chilometri di passerelle sull'acqua cristallina ke invita a tuffarsi ma è vietatissimo fare il bagno e sotto le meravigliose cascate attraverso le roccie di tufo che data la sua porosità, è sempre in mutazione e trasportato dall'acqua carica di minerali trasforma di continuo la geologia e le forme delle cascate. Sono infatti tornate allo splendore della forma dopo essere state straziate dalla guerra.
Finendo la visita in mezza giornata riusciamo a partire per raggiungere la città di Zara, i 150 chilometri che percorriamo scendono giù dai monti in maniera rettilinea e dolce finite le colline la vista si allarga su una aperta radura dove la strada viaggia su un terrapieno a 4/5 metri dal suolo e notando trattorie con girarrosti di porchette ed agnelli all'aperto sembra una scena da film wester, si torna alla realtà quando si vedono delle cime aguzze in direzione del mare,viene da ciedersi se la strada sia giusta ma la cartina parla chiaro,
un paio di ultime curve e ci si trova ai piedi di una catena montuosa alta almeno 1200 metri, si entra in una galleria lunghissima e all'uscita si vede il mare, pochi chilometri dopo siamo a Zara o Zadar.
Sono circa le 15 del pomeriggio al nostro arrivo e il traghetto per la prossima tappa parte alle 20, ci addentriamo per il candido centro e purtroppo senza guida e cenni storici ci limitiamo ad ammirarne le forme, saliamo sul campanile della chiesa e lo spettacolo dell'arcipelago zaratino presentandosi ci mozza il fiato, la cità non è grandissima e fortunatamente nemmeno affollata di turisti, girando per il centro notiamo lungo il muro della chiesa che la signore più anziane vendono dei bellissimi pizzi all'uncinetto, tra centrini e tende tutti ricamati, si fanno le otto e siamo pronti al primo imbarco, destinazione: Dugi Otok, l'isola lunga.
Il traghetto parte verso il tramonto, il vento è forte e il traghetto lento, arriviamo a Brbinj nel buio e decidiamo di muoverci a sud verso Sali ignari di attraversare un panorama che si rileverà poi d'incanto sulla strada che corre per tutta l'isola.
Arrivati a Sali in breve tempo una signora da un balcone ci chiede se vogliamo un appartamento, sono le 22 e non ci facciamo pregare, 45 euri al giorno in due sono ottimi, l'appartamento è nuovo, ben arredato all'interno ma ancora da intonacare all'esterno ed ha una splendida vista mare che ci si presenta solo la mattina. Il paesino è molto frequentato dalle barche a vela ma non eccessivamente, l'atmosfera è rilassata e ci infiliamo il costume per tuffarci in mare al più presto, andiamo nella spiaggia sotto l'hotel Sali, la sabbia in croazia è in pochissime ed affollatissime spiaggie, stendiamo i teli sulle roccie più piatte e ci tuffiamo in acqua, scopriamo che in croazia l'acqua non è proprio calda per niente, mi dedico comunque a fare un pò di snorkling e noto con piacere che il fondale è ricco di pesci e piante trovo qualche granceola per insaporire la pasta a cena, la giornata si conclude in spiaggia e la sera gustando le leccornie del mare.
A Sali c'è di tutto: il disco-pub, un palco per la musica dal vivo, il suvenir, la pizzeria, svariati ristoranti di pesce, il market, l'azienda di scatolette di acciughe e tonno, le poste, la stazione di polizia, il bancomat, e perfino il bagno pubblico con le doccie per quelli che ormeggiano la barca al molo. Il nome Sali deriva dalla fiorente attività di vendita del sale a cui un tempo era dedito il paesino.
La Signora Daniela ci urla dalla sua finestra che se ci interessa c'è un' escursione gratis il mattino seguente alle isole Kornati (Incoronate), un arcipelago formato da tantissime isolette, con partenza alle 8 e ritorno verso le 14...ci fidiamo ancora della signora e acettiamo di buon grado anche se il fatto che non si paghi è fin troppo strano...
Il mattino arriviamo al molo in tempo e ci sono solo croati, nessun altro turista eccetto noi, saliamo sul piccolo traghetto solo dopo esserci accertati che sia quello giusto, nel frattempo gli isolani caricano sull'imbarcazione una grande botte in alluminio piena di vino e ognuno si è portato dei panini e cose del genere, capiamo presto che non si torna per pranzo, la barca non ha ancora lasciato il molo che gli isolani cominciano a cantare quelle che sembrano canzoni del folclore dalmato, la giornata purtroppo non è delle più serene ma la vista delle isole ne vale comunque la pena delle due ore di canti prima di arrivare a Piskera dove li attende una processione religiosa.
Noi troviamo subito un ristorante appena scesi sul molo mentre il tempo migliora notevolmente, intanto la cerimonia continua e se ne odono i canti su tutto l'isolotto di Piskera, non abbiamo partecipato alla funzione per rispetto, e abbiamo fatto bene siccome solo in seguito abbiamo saputo che era la ricorrenza della morte di 12 giovani volontari arsi vivi mentre cercavano di domare un incendio all'interno del parco, se la Signora Daniela me ne avesse parlato prima avrei noleggiato una barca con un piccolo fuoribordo per visitare però solo una piccola parte del parco mentre così abbiamo fatto tutto il giro in mezzo all'arcipelago fermandoci di fronte all'isola della sciagura, dove si contano 12 croci, per qualche minuto di silenzio mentre le madri dei ragazzi deceduti hanno lanciato in mare una corona d'allori e di fiori.
Torniamo in tempo a Sali per una visita a Zman, piccolissimo paesino di pescatori con un solo ristorante ma davvero tra i migliori provati in croazia, visto il bel tempo ne approfittiamoper riposare le orecchie nel silenzio della spiaggia completamente vuota efacciamo anche un bagno e qui troviamo l'acqua più fredda di tutta la vacanza, dopo pochi minuti fanno male le tempie ed esco subito, peccato perchè sembra una piscina da quanto è trasparente. la sera ceniamo nel ristorante e poi tornati all'apartamento a Sali ci godiamo l'ultimo tramonto sull'Isola Lunga.
Il giorno seguente dopo aver visitato il porto e il centro ci dedichimo ogniuno al passatempo preferito, il mare è stupendo e il sole è forte, troviamo una spiaggietta frequentata per lo più da nudisti, e mi sfugge il motivo per il quale loro occupano sempre i posti più belli?!..non è un rimprovero, sia chiaro, ma solo un'osservazione, la mia signorina si dedica al riposo sotto al sole ed io alla pesca. la sera torniamo in centro dove ci sono artisti di strada, pub e ristoranti e torniamo a cenare nel ristorante dove eravamo la sera prima, cavallo vincente non si cambia, ci siamo trovati benissimo. Stanchi non del luogo ma del caos che c'è sull'isola decidiamo di risalire fino a Biograd na Moru, facendo una tappa nella penisola di Murter.
Murter è una penisola molto piccola, collegata alla terra ferma ta un ponte di pochi metri a Tsino, si trova tra Sibenik e Biograd na Moru, è quindi raggiungibile su strada, molto povera e poco frequentata, si capisce che abbiamo lasciato a sud, a Split, lo sviluppo più ricco della costa croata, e siamo contenti così perchè incontriamo meno turisti e meno confusione nelle spiaggie, troviamo un posto incantevole per fare un bagno e riposarci tutto il pomeriggio, Sv. Nikola, nei pressi di Jezera, non ci tratteniamo oltre alle cinque del pomeriggio e torniamo nell'arcipelago zaratino che tanto ci è piaciuto, nella sua rusticità e semplicità.
Biograd na Moru è un grande paesone e qui troviamo il traghetto che porta sulle isole di Pasman e Ugljan, le due isole intrappolate tra la terraferma a Est e Dugi Otok e il parco delle Kornati ad Ovest. Percorriamo sotto il tramonto tutta la lunghezza delle due isole e raggiungiamo Sutomiscica, un borgo meraviglioso con una splendida reggia che aspetta solo di essere riportata all'antico splendore, i muretti di pietra riflettono il sole scaldando tutto il centro, spesso le vecchie case dove manca ormai il tetto e parte dei muri sono diventati fioriti giardini delle abitazioni ristrutturate, l'unico che persiste nel tempo è l'omnipresente ulivo, in tutti i giardini le case, lungo le strade, sulle scogliere e giu dai dirupi, grandi come quercie, contorti e avvitati come trivelle nel suolo e tra di loro.
Ci si può perdere volentieri nei vicoli caratteristici

, tutti fioriti e coi sempre presenti capperi e melograni, insomma il paesino e a dire poco delizioso. Sull'isola si ha la possibilità di fare svariati sport ed escursioni, anche percorsi off road e addirittura arrampicata e ferrata su di una parete a strapiombo sul mare e gli scogli. Noi che siamo abituati a stare in spiaggia ci dirigiamo verso Deepwater beach, U. Svitla, una calletta dove si arriva quasi in motore eccetto la discesa alla spiaggia lungo un sentiero di 20minuti a scendere e 40 a salire, ne vale comunque la pena l'aqua è limpidissima e il fondale è rico di coralli e di pesci, ancora una volta mi procaccio la cena della sera con il rocchetto di filo.
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